DOTT. SALVATORE GUGLIELMINO

ATTIVITA' FISICA E BAMBINI OBESI

La moderna società ha visto un profondo cambiamento nello stile di vita e nella qualità e quantità di attività fisica svolta da adulti e bambini. Al giorno d’oggi viene a mancare, nella crescita dei bambini di città, la sana attività fisica all’aria aperta. Il traffico sempre in aumento e la scarsezza di mezzi pubblici permettono sempre meno gli spostamenti a piedi o in bicicletta. Anche le scuole non incentivano l’attività fisica. Abbiamo assistito ad una progressiva riduzione delle ore dedicate all’educazione motoria dagli anni ’50 ad oggi, mentre gli orari di lezione sono sempre più lunghi. Questo comporta che il bambino o l’adolescente stia seduto a scuola 6 giorni a settimana per circa 6 ore e in media fa soltanto 2 ore a settimana di educazione motoria, spesso di scarso livello.

Negli USA il 42% dei bambini praticava attività fisica giornalmente a scuola negli anni ’90 e si dirigeva a scuola a piedi. Oggi questa percentuale si è dimezzata. Non si tratta soltanto di prevenzione verso un eccesso ponderale ma si tratta anche di prevenzione nei confronti del rischio cardiovascolare sotto molti aspetti.

Altro fattore che influenza l’obesità è la televisione. Si stima che circa il 20% dei bambini italiani e statunitensi guardi la TV per più di 5 ore al giorno. Da questa percentuale si anche arrivati a pensare che in linea di massima i bambini che guardano di più la televisione sono quelli che hanno un maggior eccesso ponderale.

Purtroppo il soggetto obeso rispetto all’attività fisica entra in un circolo vizioso. Gli adulti, gli adolescenti e perfino i bambini obesi, hanno difficoltà a fare attività fisica con i coetanei. Questi problemi possono essere di natura ortopedica, derivanti dall’eccesso di peso, ad esempio hanno una maggior probabilità di andare in contro ad infiammazioni o a traumi tendineo-legamentosi. O altri problemi di natura psicologica, poiché spesso i bambini obesi vengono derisi dai coetaneo magri o comunque non riescono a partecipare all’attività o al gioco per via della fatica che gli comporta il loro peso elevato. Di conseguenza possono anche chiudersi in se stessi ed evitare in futuro le attività fisiche per paura di essere derisi o per l’eccessivo sforzo che richiede l’attività in se.

Dott. Salvatore Guglielmino