DOTT. SALVATORE GUGLIELMINO

Colon irritabile

COLON IRRITABILE … CAUSE E RIMEDI

 

Impropriamente chiamata anche COLITE, la sindrome del colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome ) affligge circa il 15-20% della popolazione adulta di tutto il mondo secondo l’organizzazione mondiale della sanità.

Può essere definito come un disturbo cronico e ricorrente a carico del sistema gastrointestinale, in particolar modo colpisce intestino tenue e crasso. Altera le funzioni motorie, secretrici e dolorifiche di questi tratti intestinali.

I sintomi della sindrome del colon irritabile cambiano da persona a persona, ma questi sono alcuni tra i più comuni:

-dolore addominale simile a quello dei crampi;

-sensazione di pienezza e gonfiore;

-flatulenza;

-costipazione e/o diarrea;

-muco presente nelle feci;

-sentire di non aver completamente svuotato l'intestino.

Persone che soffrono di IBS possono avere prevalentemente diarrea, oppure prevalentemente stitichezza, o invece alternare periodi di diarrea alternati a stitichezza.

I sintomi possono cambiare nel tempo: possono esserci periodi con sintomi molto intensi, come periodi in cui i sintomi si attenuano o spariscono del tutto

Un sintomo molto comune nell’IBS è il gonfiore della pancia, ovvero una sgradevole sensazione di ripienezza di gas al giro vita.

Quali sono le cause della sindrome del colon irritabile:

-Stress e ansia possono aggravare il ritmo naturale della digestione. Ormai è da tanto tempo che si conosce l’interconnessione tra cervello e intestino. Alcuni soggetti predisposti hanno una maggior sensibilità ai cambiamenti d’umore, rispetto ad altri. In linea di massima lo stress è un fattore scatenante ma non la causa principale di questa sindrome.

-Malattie. Gravi infezioni gastrointestinali, come la dissenteria, possono continuare a causare problemi intestinali anche dopo la guarigione. Inoltre alcune malattie psicologiche possono creare modificazioni della funzione delle citochine proinfiammatorie, primum movens dello sviluppo di sindrome del colon irritabile, indipendentemente dai meccanismi di insorgenza post-infettiva;

-Regime alimentare. Una dieta povera di fibre e ad alto contenuto di grassi e mangiare troppo velocemente possono mettere a soqquadro il ritmo naturale dell'intestino;

-Ormoni. Il ciclo mestruale e altri cambiamenti ormonali possono causare, o peggiorare, la sindrome del colon irritabile nelle donne.

Possibili rimendi?

Evitare alcuni cibi che potrebbero peggiorare i sintomi. Ad esempio i cibi che contengono il lievito, come il pane, le brioche, le merendine e i biscotti. Vanno evitate anche tutte quelle sostanze che hanno un’azione eccitante sull’intestino, ovvero caffè, tè, bevande a base di cola, cioccolato. Vanno esclusi anche le carni molto grasse, i formaggi stagionati, gli insaccati, i frutti di mare e le spezie.

Alcuni legumi possono scatenare delle crisi intestinali, in particolare i fagioli per via della loro tendenza a produrre gas. Per lo stesso motivo, è bene limitare patate e melanzane e castagne.

Mantenere un apporto di fibre di 25g al giorno, senza esagerare ne per difetto ne per eccesso. Le fibre possono essere un valido alleato, ma alcune tipologie di fibre se è presente infiammazione la possono peggiorare.

Un ulteriore rimedio contro il colon irritabile è costituito dai probiotici, che, oltre ad alleviare i sintomi della sindrome del colon irritabile, favoriscono i giusti equilibri intestinali. In particolare, il Lactobacillus casei Shirota mantiene bilanciata la microflora intestinale, migliorandone le funzioni di difesa dell’intestino.

Alcuni dei rimedi naturali più consigliati in caso di colite sono le tisane realizzate a base di malva, menta, semi di finocchio e camomilla.

Nello specifico la tisana alla malva agisce come decongestionante, lenitivo e antinfiammatorio, mentre quella alla menta aiuta a velocizzare il processo digestivo e agisce come spasmolitico naturale.

I cibi migliori per chi soffre di sindrome del colon irritabile ci sono le carni bianche, il riso, verdure come le carote, i finocchi e il sedano (fonte INRAN).

Dott. Salvatore Guglielmino